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giovedì 20 agosto 2020
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Riti e Tradizioni

Riti e Tradizioni

I RITI DELLA SETTIMANA SANTA

Il pio sodalizio del SS.mo Sacramento ha mostrato nel corso dei secoli un’affezione particolare verso le cerimonie religiose e i riti della Settimana Santa, in primo luogo per la devozione dei confratelli verso il Sacramento dell’Eucaristia. A partire dal giovedì Santo, dopo la messa in Cattedrale, i confratelli si recavano, coi lumi, in visita ai Sepolcri della città. Curavano l’organizzazione della processione del Venerdì Santo al cui termine seguiva l’adorazione della croce sull’altare maggiore della Cattedrale. La processione di Gesù Morto, patrocinata dalla Confraternita sin dal 1824, usciva dalla Cattedrale alle ore due della mattina del Venerdì Santo, preceduta da una particolare consuetudine: “ù chiamatòr” un confratello incappucciato, bussava con la tocca-tocc alle porte di chi doveva partecipare al rito dicendo “Ialz’t, ca a Madonna t’vole”. Aveva anche un percorso diverso, giungendo fino al convento di San Francesco, per quegli anni particolarmente distante dal centro abitato, ed era particolarmente suggestiva: attraversava le vie di un paese completamente al buio e solo le statue del Cristo Morto e della Vergine Desolata erano illuminate da “lampieri” alimentati ad olio o a candela. Elementi costitutivi della processione, oltre alle due statue, erano il “legno” e la “disciplina”. Per “legno” si intende la pesante croce che un devoto penitente, scalzo e incappucciato portava sulle spalle, mentre le “discipline” erano pezzi di ferro legati tra loro con catene usate per flagellarsi. L’organizzazione della processione subì un cambiamento in seguito alle decisioni della Conferenza Episcopale Pugliese (1955) che stabilì che le processioni di Gesù Morto, non potevono aver luogo prima che il Cristo fosse morto. La decisione provocò il malcontento di molti confratelli. In seguito, grazie al rinnovato impegno della Confraternita, dal 1982 si ripristinò l’uscita del legno. Oggi la processione inizia il suo lento e cadenzato percorso all’alba del Sabato Santo a partire dalla Cattedrale per poi fare ritorno a mezzogiorno. La processione, aperta da confratelli scalzi e incappucciati, muniti di trozz’l (raganella) e tocca-tocc (battola), si compone del “legno”, la bara di Cristo Morto e la Statua della Vergine Desolata.

LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI

La solennità liturgica principale del sodalizio è il Corpus Domini (espressione che significa Corpo del Signore), e coincide con una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa Cattolica. Si celebra il giovedì successivo alla solennità della Pentecoste (sposta poi alla domenica successiva). Dopo la solenne celebrazione liturgica pomeridiana in Cattedrale si effettua, per le strade cittadine, la processione con l’ostensorio del Santissimo Sacramento, retto dal Vescovo accompagnato da due Sacerdoti, protetti da un baldacchino mobile portato da sei confratelli, dalle confraternite cittadine in ordine di anzianità di fondazione. Ultima quella del SS.mo Sacramento.